Libera professione

Attualmente il numero dei colleghi che scelgono di intraprendere la strada della libera professione è in rapido e costante aumento. La libera professione oggi non è più vista come una soluzione di ripiego, ma una scelta motivata attraverso cui realizzare il proprio ideale di professione infermieristica.
L’infermiere esercita la libera professione in forma autonoma o associata e può agire a domicilio della persona che richiede cure infermieristiche o in uno studio, generalmente di tipo associato.


Il libero professionista infermiere è la figura intellettuale che agisce in regime di autonomia tecnica, con ampia discrezionalità e con propria organizzazione del lavoro.
Lo svolgimento della libera professione è subordinato a un insieme di leggi che definiscono le regole che tutelano l’interesse generale dell’individuo.
Nei confronti dei cittadini assistiti l’infermiere libero professionista ha degli obblighi specifici da cui discendono una serie di responsabilità quali:
·         l’obbligo di essere iscritto al collegio IPASVI, che è l’ente demandato per la vigilanza sull’esercizio della libera      professione e sulla tutela del decoro e dell’indipendenza degli infermieri rappresentati;
·         l’obbligo d’iscrizione alla cassa di previdenza ENPAPI.
 
Per esercitare la libera professione è necessario espletare i seguenti adempimenti:
·         iscrizione al collegio di appartenenza,
·         registrazione del titolo di studio e deposito della firma in ASL;
·         richiesta del numero di partita iva entro 30 giorni dall’inizio dell’attività libero professionale;
·         comunicazione al collegio IPASVI dell’inizio attività entro 30 giorni;
·         iscrizione all’ente di previdenza ENPAPI entro 60 giorni dall’inizio dell’attività; (l’interessato può chiedere informazioni al collegio di appartenenza, oppure collegarsi al sito internet, www.enpapi.it dal quale è possibile scaricare tutta la modulistica).
La pubblicità sanitaria è consentita solo attraverso targhe sull´edificio nel quale si opera o con inserzioni sugli elenchi telefonici. Sono consentite, in particolari casi, inserzioni su giornali e periodici destinati ad esercenti  professioni  sanitarie.
Per targhe, inserzioni, carta intestata e biglietti da visita, bisogna richiedere il nulla osta al Collegio IPASVI della Provincia dove si intende svolgere l´attività, presentando una domanda con le indicazioni dettagliate del tipo di richiesta.
Il Collegio trasmetterà poi la domanda agli Uffici Comunali di competenza.
Per l´inserzione su periodici l´autorizzazione va richiesta anche alla Regione che chiederà poi il parere al Collegio di appartenenza;
per pubblicità effettuata senza autorizzazione è prevista la sospensione dell´esercizio professionale fino a 6 mesi;
per pubblicità con indicazioni false, tendenziose o strumentali il periodo di sospensione può arrivare ad un anno.
La normativa riguardante la pubblicità sanitaria è la seguente:
 
Legge 4 agosto 2006 n° 248
D. M. 16 settembre 1994 n° 657
Legge  5 febbraio 1992 n° 175.
 
Per quanto riguarda gli adempimenti fiscali il libero professionista ha l’obbligo di tenere scrupolosamente aggiornati tutta una serie di registri (fatture emesse, acquisti, beni ammortizzabili, ecc.) e di provvedere ad effettuare versamenti periodici (IRPEF, IVA, ENPAPI, ecc.) fissati per legge, alle relative scadenze.
Ha inoltre  la possibilità di detrarre dal reddito una percentuale dei costi sostenuti per l´esercizio della professione (canoni di locazione, arredamenti, apparecchiature elettromedicali, spese telefoniche, consulenze, contributi previdenziali, ecc..).